Il complesso del castello di Protonotaro sorge su di una rocca a strapiombo sul torrente Termini o Patrì. La posizione panoramica e dominante sulla vallata fu appositamente scelta poiché poteva contare sulla comunicazione visiva con antiche torri dislocate a nord, est e sud del castello stesso. La costruzione medievale del XIII secolo è stata integrata e modificata da un impianto quattrocentesco la cui disposizione originaria è rimasta inalterata, seppure con alcune aggiunte successive, fino ad oggi. L’edificio è disposto su due livelli, il piano terra è suddiviso in tre ali che si snodano intorno alla corte che al centro ospita un pozzo di un’antica cisterna. Il piano terreno è caratterizzato da archi a sesto acuto con conci di arenaria quadrata e da portali che conducono negli ampi spazi esterni. L’accesso al piano nobile è garantito da un ballatoio e da una scala in voltine di pietrame ed archi ribassati.

L’edificazione del nucleo originario del castello di Protonotaro risale al secondo quarto del XIII secolo.
Passando di mano in mano, come testimoniano alcuni antichi manoscritti dell’epoca, la Torre divenne proprietà dei Marchesi Pensabene nel XV secolo. Nel 1775 un incendio ne distrusse la seconda elevazione senza che venisse dato seguito alle intenzioni di riparazione.

In epoca recente sono tanti gli interventi effettuati per recuperare l’originale atmosfere medievale, con lo scopo di ammodernare l’edificio senza ferirne l’animo di vero castello.
In particolare l’ultimo intervento, portato avanti insieme ai Beni Culturali, ha previsto il restauro di tutti i prospetti e curato i dettagli degli interni.
Grazie all’utilizzo di tecniche non invasive sono state preservate tutte le caratteristiche tipiche delle costruzioni di Federico II del XIII secolo, il sapiente uso delle luci ne ha esaltato le atmosfere.

Si narra di una monaca che, calzando uno stivaletto d’oro tempestato di gemme, improvvisamente appaia durante la notte, passeggiando tranquillamente all’interno delle sale o lungo la scala che porta al balcone sul quale sovente si ferma.
Chi abbia il coraggio e la forza di sfilarglielo dalla gamba ne diventerà proprietario potendo accaparrarsi l’oro ed i gioielli.